Storia

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Il connubio tra Rugby e Università a Pavia ha radici antiche e profonde: fu infatti un gruppo di pionieri del nostro sport che tra il 1933 ed il 1934 entusiasmati da alcuni incontri di esibizione svoltisi nella nostra provincia negli anni addietro fondò la squadra di rugby del G.U.F (Gioventù, Universitaria Fascista) Pavia.Il rugby in Italia aveva si e no dieci anni di vita e questi atleti volenterosi e, a dir poco impavidi, posero le basi della storia di uno sport che vive tuttora nella nostra città e nel nostro ateneo. Si disputarono quindi alcune amichevoli di preparazione ad un vero e proprio campionato cui la squadra si iscrisse nel 1935 (campionato di promozione).

La prima partita del torneo fu infatti giocata a Pavia al campo comunale e vide la compagine di casa pareggiare zero a zero contro il ben più esperto G.U.F Milano. La gara si disputò dinnanzi ad un pubblico numeroso, ma talmente ignorante delle regole del gioco che l’allenatore pavese Guidobono dovette procurarsi un microfono con cui spiegare ciò che succedeva in campo alla gente accorsa allo stadio. Era la squadra dei fratelli Tibaldi, di Desigis, di Pambianco il capitano, di Dompè.Per circa un quinquennio quindi i “goliardi” Pavesi si cimentarono in numerose competizioni, che andavano dai campionati federali alla partecipazione ai giochi littoriali, agli incontri tra gli istituti superiori e le facoltà universitarie.

Il primo vero e proprio ricambio generazionale si ebbe tra il 1938 ed il 1939.  Gli ormai “vecchi” pionieri del rugby pavese ormai laureatisi, cedettero il posto ad alcuni giocatori più giovani, che costituirono il nucleo di quella fantastica squadra che conquistò nel 1940/41 il diritto a partecipare al campionato di divisione nazionale A.

La serie A fu disputata per due stagioni tra il 1941 ed il 1943, conquistando in entrambe le stagioni l’8° posto.

Nell’immediato dopo guerra lo sport diede segni di risveglio come si deduce dalle pagine della “Provincia Pavese” in articoli a firma del grande Rino Negri che cita la rinascita del rugby nella ASUP (Associazione Studenti Universitari Pavesi), che, nata negli anni antecedenti la Prima Guerra Mondiale era stata poi eliminata dalla nascita del GUF nel 1927 e solo nel Luglio  1943 vedeva la sua rinascita con partecipazione alle poche attività federali, tra le quali il rugby. Di questo gruppo facevano parte i fratelli Molina, Lucio Sollazzi, il pilone Caramella, Frendi, Natalino Tagliapietra, e quel Giancarlo Merlati che diverrà in seguito uno dei punti di forza della mischia dell’Amatori Milano.

Nel 1946 nasce il CUS Pavia come vera emanazione sportiva della Università e le attività delle diverse sezioni, con una certa difficoltà, cominciano negli anni successivi ad essere organizzate in modo regolare.

Nel 1951 la squadra del CUS Pavia Rugby inizia il suo campionato di Prima divisione : tra gli atleti di questo periodo vi furono lo scrittore Mino Milani, e l’ex lottatore Luigi Borgarelli che diverrà poi il massaggiatore del CUS negli anni 60 e 70.

Nella seconda metà degli anni 50 purtroppo una terribile crisi investirà tutto lo sport pavese (fallimento del Pavia calcio prima e della pallacanestro Pavia poi) crisi cui purtroppo non riuscirà a sottrarsi il rugby. La squadra per qualche anno infatti non fece più attività.

Alla fine degli anni 50 lo sport pavese langue e il rugby scompare come sport Universitario. La Sezione Rugby “rinasce” nel 1965, sotto la spinta di alcuni giovani entusiasti (G. Boemi, L. Della Fiore, V. Monti per citarne alcuni), partecipando al campionato di serie C, pur con inimmaginabili difficoltà organizzative (allenamenti svolti a Milano, assenza di un campo adeguato per le partite casalinghe): il 9 Novembre 1965 sulla Provincia Pavese viene data notizia della prima partita disputata dalla nuova compagine, infarcita di atleti neofiti del gioco, e guidati da “Icio” Molina. Il risultato fu una sconfitta 11-5 subita ad opera del Rugby Sondrio.

La serie di sconfitte fu sufficientemente lunga da esaltare il pareggio per 3-3 ottenuto contro il Busalla il 20 Febbrio 1966, primo punto ottenuto ufficialmente dal rinnovato CUS Pavia.  I giovani P. Pasetti, N.Raimondi, Schinelli e Beltrami furono convocati nelle rappresentative giovanili regionali e nazionali

Negli ultimi anni degli anni 60 il CUS Pavia stenta a tirarsi fuori dalla palude degli ultimi posti della classifica del campionato di serie C, ma all’inizio degli anni 70, con la presidenza di Ezio Lanfranconi e durante il Rettorato di Antonio Fornari viene siglato il contratto per la costruzione del nuovo campo dedicato al Rugby in località Cravino ed inaugurato il 1 Novembre 1972.

Nel 1973 viene ingaggiato come coach Osvaldo Rossi, allenatore di chiara fama proveniente da Milano: nel 1974 viene allestita una formazione di tutto rispetto con gli acquisti di Walter Foscato proveniente dal CUS Genova (Serie A), Paolo Zani (dall’Inverhaus Milano, serie B), Daniele Schinelli (dal CUS Milano, serie B), Enrico Pastore e Enrico Cavicca (dal Chicken Milano, serie C).

Il Rugby pavese gode di ottima salute e la formazione ottiene una serie memorabile di vittorie. Franco Stucchi della Provincia Pavese conia il soprannome di “Titani” alla compagine del CUS. E’ l’anno della consacrazione di Gigi Della Fiore, possente giocatore di mischia e di Daniele Schinelli che insieme ad Orlandi e altri grandi giocatori crearono un grande gruppo attorno alla classe ed esperienza di Walter Foscato.

Alla fin dell’anno 1974 viene eletto alla Presidenza del CUS Pavia il Professor Francantonio Bertè e nell’arco del suo mandato una delle discipline che più delle altre faranno il salto di qualità è il rugby visto che una nuova mentalità, più “professionale” entra nel mondo della palla ovale. Nel Maggio del 1975 la squadra del CUS Pavia viene invitata per un duplice incontro con  il Bonner Club di Bonn, ottenendo una vittoria per 13-9 e una successiva sconfitta 15-10.

Gli anni successivi sono caratterizzati da risultati altalenanti. Nell’autunno 1978 il CUS Pavia dà prova di aver superato il momento di crisi grazie all’innesto di giocatori di una nuova generazione che sotto la guida del nuovo allenatore Sandro Pavesi e con l’esperienza di Della Fiore daranno la riscossa alla squadra..

L’inizio degli anni 80 nonostante  l’inserimento di giocatori come Nino Prini, William Cooke, Inglese, Filomeni e Benazzo non impedisce la retrocessione in C2.

Nel 1987, considerato una sorta di anno zero,  sotto la guida di Filippo Degasperi e il preparatore atletico Pisati la stagione inizia sotto un segno positivo con la cerniera di mediani Pisati e Rosso e l’ottimo Raffa schierato estremo. Il 1987 è anche l’anno della nascita della squadra femminile di Rugby a Pavia.  La squadra seniores in C2 disputa un ottimo campionato classificandosi per il girone di Eccellenza, ma, sconfitta dalle squadre bresciane negli spareggi deve rinunciare alla C1.

Solo nella stagione 1992/93 il CUS Pavia riuscirà a garantirsi una bella promozione in C1: con 6 vittorie consecutive prima della sosta invernale, guidati da Marco Pisati con novità quali il giovane Villani, l’estremo Allegrucci, Buscaglia, Riccio e Galenda,  il 10.1.1993 il CUS Pavia ottiene una elegante vittoria, quasi decisiva contro l’Acqui Terme per 33-10 in virtù di una ripresa definita “dilagante” dai cronisti di allora.

Il giorno della verità è il 24 Gennaio, quando sul terreno del Cravino viene a far visita la capolista Recco: la battuta d’arresto contro i liguri comporta il play off contro Castelfranco Veneto per l’accesso alla C1. “Per un tempo siamo stati in C1 e adesso, nonostante la soddisfazione per aver tenuto testa ai nostri avversari, ci resta tanta amarezza”, commenta il coach Marco Pisati dopo la sconfitta per 18-11 sul campo di Brescia. Ma la notizia eclatante arriva  l’8 Giugno 1993, un martedì sera di normale allenamento: il responsabile di sezione Davide Rossi si presenta con un fax della Federazione che, a causa della rinuncia al campionato di C1 di una formazione Bresciana, ammette per diritto acquisito il CUS Pavia al campionato C1 dell’anno successivo. Nulla di più entusiasmante per festeggiare i 60 anni del CUS Pavia Rugby.

La stagione 1993/94 vede il CUS Pavia salvarsi agli spareggi, ma nella stagione successiva, sponsorizzato Medical Market, viene inserito nel girone lombardo e con il nuovo tecnico Marco Toccaceli e con l’estremo Allegrucci, pietra angolare del gioco Pavese, trasferitosi a Parma in A2. La squadra conquista nel girone di ritorno i punti necessari alla salvezza vincendo a Varese (15-8), a Lecco (19-14), trovando ad inizio 1995 il nuovo sponsor Benasso-Lavarello, consociata italiana di una impresa svizzera di trasporti. La salvezza viene guadagnata sul campo con una prestigiosa vittoria contro Lumezzane per  27-21 grazie all’ultima, decisiva meta di Alberto Broli, oggi coach dei Milòld, la squadra “Veterani” del CUS Pavia.

Questa categoria fu mantenuta per quattro stagioni, sino alla rocambolesca retrocessione nel 1996/97.

Contemporaneamente sorge un astro nascente del rugby italiano ed internazionale ovvero il trequarti centro Alessandro Cristian Stoica che arriva a Montalto Pavese, all’età di quattordici anni, dalla Romania. Alessandro vestirà la maglia gialloblù sino al 1996 prima di passare al Milan scudettato di Diego Dominguez per poi passare ai grandi clubs europei come Narbonne, Castres, Gloucester e Montpellier. Attualmente con le sue 71 presenze in Nazionale maggiore è il quinto giocatore italiano di tutti i tempi come numero di maglie azzurre indossate.

Dopo la retrocessione in serie C2 nel 1996/97 la guida tecnica passa ad un altro pavese Gaetano (detto Nino) Prini che nella stagione 1999/2000 riconquista la promozione in C1.

Gli anni 2000 vedono il consolidamento di un progetto ad ampio respiro che prevede oltre alla formazione interna dei tecnici, un lavoro capillare di propaganda nelle scuole pavesi che permette nel breve spazio di qualche anno di quadruplicare il numero dei praticanti. Marco Pisati decide l’addio all’amata squadra e firma come vice allenatore dell’ASR Milano. Marco Pisati lascia dopo otto stagioni nelle quali non ha mai perso una partita ufficiale per infortuni o per malattia. Il suo successo personale si realizza nell’aver portato da 30 a oltre 130 gli iscritti alla sezione. Gli succederà Federico Kadi Linares, giocatore argentino, al suo primo incarico come allenatore, coadiuvato dal DT Sandro Pavesi.

Dopo di loro, inizia l’era di Nino Prini: nel 1999/2000 il CUS Pavia raggiunge i play off promozione : il 21 Maggio travolgono nella semi finale il Cernusco Sul Naviglio per 32-0 , mettendo in evidenza un grande Braschi, ma la settimana successiva a Bergamo il Borgo Poncarale, nato come costola di dissidenti del Calvisano, batte il CUS 31-7 soffiando la promozione in C1.

La successiva promozione è datata 2001; poi nel 2003, sotto la presidenza del CUS Pavia di Cesare Dacarro, la squadra di mister Nino Prini conquista la serie B dopo una cavalcata trionfale passata anche dal punteggio record (162-0 ! inflitto a Pegli): un anno dopo l’amara conclusione della stagione precedente e la promozione sfuggita per le assurdità di un regolamento controverso, la promozione in serie B arriva dopo una lunga imbattibilità e il successo contro il CUS Ferrara per  27-15.

L’esperienza della serie B dura due stagioni: nel 2004, il primo campionato di serie B regala la salvezza con 41 ottimi punti: esperienza meravigliosa passata da vittorie insperate ottenute grazie ala organizzazione di gioco e la soddisfazione per la convocazione nella nazionale giovanile under 18 del mediano d’apertura Guglielmo Verona. L’anno successivo la squadra retrocede, ma, la retrocessione in serie C1 è però mitigata dalla convocazione in Nazionale under 17 dei due talenti cussini Roberto Tinelli e Marius Stoica mentre l’anno successivo arriva anche la convocazione con la Nazionale under 18 di Alarico Zampori.

Nella stagione 2006/2007, anno della vittoria dei Cussini nel Campionato Italiano Universitario, la squadra di Nino Prini, ammessa dopo un ottimo campionato ai play off promozione per tornare in Serie B,, vede sfumare l’obiettivo proprio nella finale contro la Primavera Roma.

Negli anni più recenti il CUS Pavia ha proseguito la sua ascesa nelle gerarchie della C Elite grazie al costante inserimento dei promettenti atleti  provenienti dalle squadre giovanili sotto la attenta guida di Nino Prini e successivamente di Peter Frogget.

Da ricordare nell’Ottobre 2009 la fondazione dei Milòld la squadra Old (categoria over 35 riconosciuta a livello Europeo) aggregata al CUS Pavia e degna protagonista di incontri di livello internazionale organizzati al Cravino.

Fonti bibliografiche:

Archivio de: “la Provincia Pavese”

Il CUS Pavia nell’Università e nella Città. Edizioni CLU Pavia, 2011

70 anni di Rugby a Pavia, edizioni CUS Pavia, 2003

Schinelli Tino: 50 di sport universitario a Pavia, Litoline Arti Grafiche, 1996

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